Le persone abbonate da ormai tre anni lo ricorderanno: con il quarto numero di Verticale avevamo deciso di lasciarci alle spalle le note di degustazione per raccontare, attraverso la sintesi dei dialoghi, ciò che accade durante l’assaggio. Ci sembrava che questo approccio desse maggiore respiro al racconto dei vini, oltre a far emergere tratti che la classica scheda inevitabilmente esclude. L’intenzione era, e rimane, quella di far capire a chi legge non solo le qualità della singola annata ma anche il contesto attraverso le parole delle persone presenti. È stata una piccola ma importante svolta, che crediamo abbia elevato la diversità di pensiero sul vino attraverso una lettura più agile e informale.
Con questo ottavo numero, il 7, ci siamo ritrovati a lavorare con articoli introduttivi sensibilmente più lunghi del solito – questione con cui abbiamo a che fare già da qualche tempo, a partire dalle nostre stesse esigenze di raccontare le storie oggetto di questo magazine in modo sempre più particolareggiato – che fanno emergere come rilevante l’approccio stilistico e il pensiero unico dell’autore o dell’autrice. Crediamo sia un aspetto virtuoso perché evidenzia una modalità più libera e narrativa, meno impostata e restrittiva, pur con la presenza di una griglia di paragrafi definita, identica sin dall’inizio, dal primissimo numero.
Insomma Verticale si prende più spazio da diverse prospettive, complice anche il carisma di chi ha scritto, in particolare su questo numero: il racconto “epico” e minuzioso di Diego Sorba, il taglio puntuale e contemporaneamente evocativo di Francesca Ciancio, l’incanto partecipe di Graziano Nani, l’ampia conoscenza e il rigore di Giorgio Fogliani. Tutti professionisti che riescono peraltro a scrivere pezzi di rara completezza, che non hanno bisogno di alcun editing. Qualsiasi taglio o modifica da noi apportata, infatti, avrebbe inevitabilmente alterato non solo la logica, ma ancora di più l’anima dei loro testi.
Ogni numero di Verticale, ce ne rendiamo conto sempre più, ha una vita propria perché per quanto questo sia un lavoro collettivo ognuno di noi sceglie vini legati alla propria esperienza e sensibilità e, inevitabile, la varietà dei compagni di assaggio rende la degustazione un sistema sempre a sé stante. Pensiamo anche alla presenza di giornalisti, di assaggiatori ma anche di osti – compagnia particolarmente folta in questo numero – i quali guardano il bicchiere da una prospettiva diversa, “da dietro il bancone”. La loro visione, il rapportarsi ai bevitori fa sì che la descrizione, il pensiero sul vino, assuma un’altra forma, che poi ritroviamo nelle stesse verticali: un criterio più legato alla pratica, a fattori esperienziali, alla “destinazione d’uso” del vino.
Lo abbiamo definito “uno dei numeri più indie”, questo numero 7. Anche i vini più “classici”, il Lessona di Proprietà Sperino e il Barolo di Clerico, in modo diverso, contengono uno spirito di reazione, di rinnovamento rispetto ai tempi e ai luoghi in cui nascono. Per non parlare delle vicende che riguardano il Saittole di Ribelà sui tanto riconosciuti quanto vituperati Castelli Romani, il Faro di Bonavita che scruta lo Stretto di Messina, il Sol di Barbacan che reagisce alla purezza della chiavennasca, il Valturio che nasce dalla volontà di un singolo uomo in una zona che non ha mai visto vigna. Aziende dunque che guardano al territorio con estrema attenzione ma che, allo stesso tempo, hanno reagito agli stilemi e a una tradizione pedissequa e, proprio per questo, vuota. Questi aspetti ci portano a ragionare anche sul senso che, man mano, per ognuno di noi di Verticale, assume lo stesso concetto di terroir. Cosa significa oggi? Quanto il luogo inteso come clima, suolo e sottosuolo, può essere rappresentativo? Da dove bisogna partire, dalla terra o da chi il vino lo fa? Ne riparliamo sul n. 8, a maggio. Buona lettura intanto.
Jacopo Cossater, Matteo Gallello, Nelson Pari
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In questo numero le verticali complete di:
. Valturio, Valturio
. Barbacàn, Valtellina Superiore Valgella Sol
. Bonavita, Faro
. Domenico Clerico, Barolo del Comune di Serralunga d’Alba Aeroplanservaj
. Proprietà Sperino, Lessona
. Cantina Ribelà, Saittole
Hanno collaborato a questo numero: Francesca Ciancio, Diego Donati, Giorgio Fogliani, Alessandro Marzocchi, Federico Moccia, Graziano Nani, Matteo Pellegrino, Francesco Romanazzi, Noemi Sala, Diego Sorba, Marco Vuono



