Il settimo numero di Verticale, questo, sarebbe dovuto uscire a novembre 2024. Sappiamo quanto sia importante il valore della puntualità, per questo ci scusiamo. L’elaborazione e l’organizzazione dei testi costringe a sottomettersi alla dittatura dei pensieri, intuizioni che in questo lasso di tempo sono state distribuite su ben due volumi: Verticale n. 6 e l’esordio di nuovo progetto editoriale con la monografia sulla Ribolla di Gravner.
Questo magazine racconta e continuerà a raccontare persone, contesti e vini che, negli ultimi vent’anni, hanno caratterizzato lo scenario produttivo italiano. Tuttavia, abbiamo deciso di dedicare una serie di monografie ad alcuni vini nati nel secolo scorso che si sono imposti come indiscussi riferimenti. Volumi che seguono lo schema che caratterizza gli articoli del semestrale: la degustazione dialogata di tutte le annate viene anticipata da ampie sezioni dedicate al racconto del vino: il luogo in cui nasce, la varietà, la cantina, la produzione, l’abbinamento a tavola, oltre a particolari approfondimenti. Il primo volume, uscito in concomitanza con questo numero, è dedicato appunto alla Ribolla di Gravner, uno dei bianchi più famosi e significativi al mondo. Joško Gravner ha contribuito nel tempo a cambiare il pensiero del vino, non solo in Italia. Nel lungo periodo di tempo che ci ha portato alla pubblicazione di questa prima monografia è stato fondamentale non tanto assaggiare il vino e parlare con i suoi protagonisti quanto capire il contesto in cui questo nasce. È stato fondamentale prendere in considerazione il percorso, a volte tortuoso, che ha portato a stravolgere pratiche agricole ed enologiche a favore della tutela dell’ecosistema e del paesaggio.
La sua Ribolla nei decenni ha diviso e unito gli animi: abbiamo provato a esplorare la traiettoria di un’icona, abbiamo parlato con Joško, con sua figlia Mateja, con suo nipote Gregor e, grazie alla gentilezza della famiglia, abbiamo avuto la possibilità di assaggiare tutte le annate disponibili, dal 1983 al 2017. È stata un’esperienza memorabile, che ci ha permesso di toccare con mano il percorso di un uomo riservato e severo, generoso e illuminante. Ci auguriamo che questa prima monografia possa essere e diventare uno strumento utile per conoscere ed entrare in contatto con questo vino, per scoprire aspetti meno noti, per avvicinarsi allo spirito di chi continua a ottenerlo con dedizione e sacrificio.
Thomas Stearns Eliot scriveva: “Ciò che amiamo degli altri è il ricordo di quando e come li conoscemmo”. Giampaolo Gravina, amico e collega, se n’è andato improvvisamente il 6 febbraio 2025. Vive in noi il ricordo di tanti momenti insieme e tra questi anche la degustazione per l’articolo pubblicato su Verticale n. 1 dedicato al Rosato di ‘A Vita, assaggio che organizzammo presso l’enoteca Vigneto di Roma insieme a Francesca Ciancio e al vignaiolo Francesco De Franco. Cosa rimane di una persona da cui c’è solo da imparare? I tanti momenti di confronto con Giampaolo lasciavano una sensazione corroborante di apprendimento arricchente e di pura simpatia, anche nel dibattito più serrato. Era in grado di raccontare il vino con un senso di partecipazione verace, di profondità, credibilità e rara proprietà di linguaggio. Ci sarebbero state sicuramente altre occasioni per collaborare, che poi, in fondo, erano una genuina scusa per stare insieme.
A presto con il prossimo numero, a novembre (puntuali),
Jacopo Cossater, Matteo Gallello, Nelson Pari
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In questo numero le verticali complete di:
. Guttarolo, Amphora Rossa
. Riecine, Riecine di Riecine
. Montonale, Lugana Orestilla
. Foradori, Nosiola Fontanasanta
. Skerlj, Carso Vitovska
. Marabino, Rosso di Contrada
Hanno collaborato a questo numero: Nicola Bonera, Corinna Gianesini, Andrea Gori, Raffaella Guidi Federzoni, Robi Jakomin, Antonio Lombardo, Francesca Mosele, Stefania Quarta, Nicole Schubert, Mario Tedone, Alessia Zuppelli



